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lunedì, 27 ottobre 2008

Parafrasando il Ceccherini de "Il ciclone", film cult di questa generazione (perduta), ieri sera un burlone, chiaramente in disaccordo con le affermazioni della Ministra Mary Star, aveva attaccato un lenzuolo scritto alla balaustra del sottopasso della Fortezza- highway californianana di casa nostra; a rischio spetasciamento, come dice la Littizzetto, una delle poche grandi donne della nostra TV, mentre passavo in motorino per andare a sentire Pierone nostro (Pelù) a chiusura del Festival della Creatività, l'ho letto; diceva, più o meno (l'esatto termine iniziale, lo ammetto, non me lo ricordo di preciso, se qualcuno ha suggerimenti li faccia):

Rovina della ricerca: Silvio c'è, ora c'ho le prove

 Indubbiamente è stato opera di qualche comunista.

Però la foto avrebbe fatto un figurone nella mia rubrica ti lascio un messaggio, ma il brivido dell'incidente ormai l'ho già provato abbastanza, ne faccio a meno.

 PS: tra i tanti più o meno giovani presenti al concerto (al chiuso) diversi, intorno a me, si sono candidamente fumati molte sigarette. Ma non era vietato?

Più democrazia ed educazione per tutti, please.....

 

 

postato da: micol1974 alle ore 12:30 | link | commenti (2)
categorie: firenze, bastardate, maleducazione, ti lascio un messaggio
giovedì, 27 marzo 2008

divagazioni varie

Ognuno ha le sue fissazioni e le sue dipendenze; c'è chi ha quella da sigaretta, io ho quella da caffeina, o meglio da caffè.

E' una dipendenza relativamente recente, fino all'iscrizione all'università, infatti, il caffè mi faceva schifo, non potevo proprio sopportare quel sapore di bruciato e quella sensazione di acido nello stomaco.

Ho cominciato a berlo per necessità dopo, quando mi serviva per non addormentarmi sui libri, soprattutto dopo pranzo, o per sostenere le lezioni pomeridiane in aule caldissime e puzzolenti dove tutto era contro di te e la tua volontà di stare sveglia e sarebbero serviti gli stecchini alle palpebre, di argentiana (Opera) memoria per non crollare.

A quel punto è diventato una ossessione. Mia e di tutti quelli a cui ogni 10 minuti dicevo e dico: andiamo a prendere un caffè?

Come ogni ossessione che sia degna di tale nome, io ho le mie preferenze in tema di bar, miscele e orari: la sera dopo le 7 mai caffè normale, solo decaffeinato, per evitare che il mio già fibrillante cuore mi tenga sveglia tutta la notte.

Ci sono bar da evitare accuratamente perché la bevanda che ti servono è talmente cattiva che bisognerebbe attaccare un cartello sulla soglia del locale, ad uso dei turisti, con il seguente monito: lasciate ogni speranza o voi che entrate...

Inutile dire che Napoli rimane l'apoteosi del godimento da caffeina, mentre l'estero sotto questo punto di vista è un'agonia dal primo all'ultimo passo.

L'unico posto dove un espresso si avvicinava al bar medio italiano (anche per prezzo) è Barcellona, ma ricordo con piacere anche un "cafè" di Parigi, dietro casa di Sarko, di cui per ricordo conservo ancora la scatola dei fiammiferi, per saperci ritornare in caso di bisogno.

Insomma, per tornare a quello che volevo raccontare, anche per “affrontare” i viaggi a breve/medio raggio la mia dose quotidiana di caffeina deve essere assunta, possibilmente in luoghi non troppo caotici, rispettando quindi le mie preferenze anche in fatto di aree di servizio autostradali.

Sabato mattina, mentre andavo al mare per un fine settimana pasquale bagnato, mi sono fermata all’area di sosta consueta e mentre ero in coda per pagare, il signore davanti, bassino, tracagnotto, con una giacca vento che lo ingrossava ancor di più e gli faceva scomparire il collo, orgoglioso della vincita, chiedeva alla cassiera di riscuotere il premio di € 20,00 appena vinto con un gratta e vinci fortunato, prendendo altri biglietti della lotteria istantanea, accuratamente scelti direttamente da lui: uno da 10 e 2 da 5 euro, del tipo e dal mazzo da lui deciso.

Ho pensato subito: avessi vinto 20 euro, col cavolo che avrei preso altri gratta e vinci, avrei riscosso e via, ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci, di conseguenza poi ognuno si deve accontentare.

Così, mentre mi gustavo una spremuta di arance rosse, una brioche e un caffè, controllavo le mosse del signore: si era appoggiato ad un tavolino e con cura e molta calma, stava meticolosamente cancellando la striscia argentata dei biglietti. Finito, con sguardo impassibile ma sereno e sorridente, ha ripreso i biglietti e li ha buttati nel cestino, uscendo dal locale.

 Peccato, ho pensato, la sua piccola vincita è andata perduta.

Lunedì pomeriggio, viaggio di ritorno, autostrada A 12, una delle più care d’Italia, 26 km a € 3,20, un furto.

Mi fermo ad un’area di sosta per me nuova, dove non credo mi rifermerò più: troppo caos, troppa gente frettolosa e maleducata che per prendere il caffè prima di te passerebbe sul cadavere della mamma.

Ritorno al parcheggio, la macchina accanto alla mia fa retromarcia per uscire e lascia sul suo posto tre gratta e vinci usati e buttati in terra, in attesa che il vento li disperdesse nella campagna circostante tanto per andare a concimare poi i campi, che non fa male.

Come di mia abitudine (alla fine ne busco…), non mi posso esimere dall’esclamare a voce alta per farmi sentire dal cafone di turno, con il consueto savoir faire che mi contraddistingue: oh chi sarà il maiale che non sa usare il cestino?

L’autista, che mi sentiva per via del vetro abbassato, guarda i biglietti, con uno sguardo vuoto, come se li vedesse per la prima volta e se ne va.

Li aveva buttati lui, lo avevo visto.

Evidentemente come in tutte le cose, anche i giocatori di gratta e vinci hanno stili comportamentali diversi.

Non c’è bisogno che spieghi dove glieli avrei messi i gratta e vinci.

postato da: micol1974 alle ore 10:22 | link | commenti
categorie: bastardate, maleducazione, caffè

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